Ieri e Oggi

L’iniziatore dell’attività di produzione salumi, fu Luigi Parodi nato nel 1835 e residente in Via della Chiesa dall’Oratorio n 35. Fu proprio a questo indirizzo che iniziò la storia della nostra Azienda.
Luigi Parodi si sposò tre volte (restò vedovo dalle prime due mogli Noli Teresa e Torre Luigia) ed ebbe 10 figli. Il mestiere originario da parte della famiglia paterna era il fabbro ferraio, mentre nella famiglia materna facevano gli osti; imparò l’arte di produrre salumi dalla prima moglie. La stessa, Noli Teresa, che era originaria del paese di Orero, allora frazione del Comune di Sant’Olcese in Valpolcevera, passò poi al Comune di Serra Riccò nel 1877 col Regio Decreto che separa la borgata di Orero dal Comune di Sant’Olcese e lo unisce a quello di Serra Riccò

Iniziò quindi l’attività fortunata della numerosa famiglia. Tra i fratelli l’armonia però non durò a lungo per svariati motivi, uno tra questi la grossa differenza di età. Quindi nei primi anni del ’900 Federico Parodi, nato nel 1880, il più brillante dei fratelli, chiese al padre fondatore la cessione dell’attività.
Federico era un giovane estremamente intraprendente; infatti a soli diciassette anni si imbarcò per gli Stati Uniti, dove nutriva progetti per cercar fortuna.
Purtroppo (o per fortuna) il suo tentativo di migrare fallì per motivi che non dipesero da lui: Restò infatti 60 giorni in quarantena a bordo della nave bloccata nel porto di New York perché scoppiò un’epidemia, quindi dovette ritornare in Italia ed obbedire al servizio di leva.

Decise subito dopo il servizio militare di chiedere al padre Luigi la cessione dell‘attività. Inizialmente la produzione dei salumi venne fatta a Mainetto di Serra Riccò, in un locale preso in affitto da un’attività che aveva cessato.
Poi il trasferimento, nel 1910, nella casa storica dove tutt’ora avviene la fase di stagionatura dei noti salumi.
L’immobile era stato fatto costruire dal suocero di Federico, il quale era il gestore del servizio di tram a cavallo per il trasporto di persone e merci, per la tratta che da Sant’Olcese portava a Genova centro- Piazza Annunziata.
Era una grande costruzione su 4 piani con al piano terra un‘osteria: l’“Osteria degli amici” (oggi lo spazio è adibito a Museo) con annesso un vasto terreno, cortile, fienile e stalla , diverse legnaie, che agli inizi del ’900 venne donato alla figlia Giuseppina Balbi, la quale sposò Federico nel 1905 e si occupò di gestire l’osteria.

Federico, intanto, dette grande impulso all’attività, con un rallentamento della stessa nel periodo della prima guerra mondiale. Però la sua motivazione e la sua tenacia erano davvero forti, riuscì quindi a resistere all’evento bellico, aiutato anche dal fatto che stava gradualmente scemando l’esistenza delle numerose famiglie che producevano salumi per il mercato locale, e dal fatto che il mercato del genovesato incrementava la richiesta dei salumi anche per le navi che partivano per le Americhe.
Nel 1930 venne costruita l’attuale sala di lavorazione, nel ’38 venne costruito lo storico essiccatoio, che venne poi ingrandito nel 1958.
L’Azienda cresceva florida e ricca, fino alla morte improvvisa di Federico nel 1936.
Il figlio Giuseppe, nato nel 1906, ebbe in partenza un momento di difficoltà, era giovane e poco esperto e si trovò all’improvviso a dover subentrare nella gestione dell’Azienda, gestita fino allora individualmente dal padre. Ebbe appena il tempo di imparare, che iniziò il secondo conflitto mondiale con una obbligata sospensione dell’attività dal 1940 al 1945 . Ma il carattere e la forza aggiunte alla serietà permisero a Giuseppe di ripartire dopo il ’45 e di continuare l’attività a livello artigianale.
I fondi per il riavvio dell’attività, vennero raccolti con la vendita di numerose partite di “preziosi” budelli, che sapientemente Giuseppe Parodi conservò sottosale durante i cinque lunghi anni di conflitto e con la vendita di materie prime secondarie preparate per la lavorazione prima dello scoppio del conflitto.
Il suo motto era: «Poco ma bene». Persona precisa e umile, abile commerciante, riuscì ingegnosamente ad incrementare la forza dell’Azienda ereditata, restando sempre con i piedi per terra.
Nel 1983 anche Giuseppe, come il padre, morì inaspettatamente, e il figlio Federico Parodi prese in mano le redini in un momento in cui l’Azienda era fortemente presente sul mercato. Un mercato fatto di botteghe, di salumerie, di rosticcerie e di piccoli negozi tradizionali che nutrivano stima per il marchio Parodi, sinonimo di qualità e serietà.
Durante i venti anni successivi Federico Parodi ha dato un’impronta maggiormente imprenditoriale, dato anche i tempi favorevoli. Ha contribuito con estrema cura a sviluppare il nome Parodi e la commercializzazione dei prodotti dello storico Salumificio, aprendo agli inizi negli anni ’70 un nuovo punto vendita sulla Piazza di Sant’Olcese, ancora oggi in funzione. Ha depositato il marchio de “Il Santolcese®”, adeguando la struttura dello storico Salumificio ai continui cambiamenti normativi nazionali prima e comunitari poi, salvaguardando e difendendo il metodo di asciugatura esclusivo dei salumi prodotti. Ha ampliato la produzione dai soli insaccati crudi alla produzione di salumi cotti e per questo ha realizzato un sito produttivo ad hoc in frazione limitrofa, sempre con la massima cura ed attenzione verso la qualità effettiva del prodotto finito.
«Il segreto di un buon prodotto finito sta nella selezione della materia prima, nella sua lavorazione e nell’asciugatura, il resto sono discorsi». Ecco il segreto della nostra produzione, secondo il pensiero di Federico Parodi.
Per i dieci anni successivi si è affiancata nella gestione della ditta, la figlia di Federico, Emanuela.
Oggi la gestione della ditta è nelle sue mani. La prima gestione femminile della storica Azienda.
Il trend di produzione della ditta è in crescita, negli ultimi 5 anni è aumentata di circa un 10%, un bel risultato considerando lo scenario economico generale.
Emanuela ha allargato la commercializzazione al mercato Grande Distribuzione, ha dato e sta dando impulso a una diversa organizzazione della rete vendite, sostiene iniziative promozionali sul territorio e fuori dal territorio.
Ha dato impulso alle visite all’antico Salumificio, in particolare allo storico e suggestivo asciugatoio, unico esistente con quel metodo. Ha organizzato anche un piccolo Museo testimonianza di questa lunga storia.
Ad oggi, gli sforzi di Emanuela per ottenere l’Identificazione Geografica Protetta del Salame Parodi, sono stati vani, perché ostacolati da altre produzioni locali con metodi produttivi e prodotto finito completamente diversi, quindi impossibili da conciliare, ma altri progetti sono in pista.
       


 

 

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